Marzo 2020 - Covid 19 -

Sembra un’opera cinematografica ma non lo è, rievoca racconti apocalittici di un tempo lontano.

Somiglia a quei film americani di distruzione di massa…e forse si avvicina….

Dal mese di Gennaio, ormai le notizie orbitano su questo terribile virus che ha tragicamente colpito la Cina.

La Cina? E’ lontana, siamo al sicuro…Nessuno è al sicuro nel mondo globalizzato.

Le distanze sono azzerate dal clic della tastiera, utile a prenotare un volo, un treno

un viaggio qualsiasi.

Non è stato mai chiaro come oggi che tutto il mondo è paese…viviamo insieme la stessa Terra.

Da tanto tempo, in realtà la abitiamo come sciacalli famelici, divoratori seriali di ogni cosa in ogni dove.

Non c’è un luogo terrestre dove noi esseri umani non abbiamo lasciato il segno…

Abbiamo inquinato i mari, sporcato i cieli, le strade, le pianure come le montagne.

L’odore nauseabondo dei fumi “industriali” si è insinuato nelle più stette viuzze e il triste grigiore si è posato sulle città come un manto avvilente, soffocante, opprimente

talmente denso da esclude la possibilità di spingere lo sguardo ad un orizzonte poco lontano.

I rumori sulla terra sono molti…ferraglie, ingranaggi, macchinari vari, auto, aerei, navi

clacson, radio, tv…ma anche urla di rabbia, di dolore, di sofferenza e morte.

Ancora oggi la nostra amata Terra ospita scenari di guerre fratricide, esodi di popoli distrutti, profughi senza casa, meta, dignità e speranza. E le donne?? Ancora in molti Paesi recluse, mortificate, soffocate, violentate, picchiate, sposate…a soli 8-9 anni praticamente uccise.

Dalla notte dei tempi c’è sempre stata una visione manichea del mondo:

Patrizi e plebei, ricchi e poveri, altruisti ed egoisti, donne ed uomini…ecc.

Mi chiedo che mondo abbiamo costruito nel tempo? Che valori abbiamo trasmesso

quale umanità?

Se da una parte, in Italia le persone di cultura spesso mortificate da stipendi esigui e carriere osteggiate decidono di abbandonare la nazione per dare futuro alla propria ricerca, ossigeno agli studi, alla giusta ambizione, all’ amor proprio… dall’ altra si è creato un mondo di opportunisti e speculatori, un “Sistema Spettacolo” fatto da calciatori, veline, presentatori e molti altri che, in pochi giorni guadagnano compensi con una fila di zeri da perderne il conto.

Poi diciamo che i giovani non vogliono studiare, che abbandonano l’università, che migrano all’ estero, ma la nostra società che modelli sta imponendo?? Se una influencer senza né arte né parte diventa personaggio pubblico, ricco e famoso e, al contrario un professore stenta a pagare il mutuo…

Chi sta sbagliando cosa?????

Il ragazzo che da bravo scansafatiche sogna chimere senza sudore…o il nostro

“sistema socio-culturale” che ne ha distrutto i valori?

Chi sbaglia cosa?

Il ricercatore che fugge all’ estero perché in Italia i suoi studi sono mortificati o la nostra amata nazione che non supporta la ricerca scientifica?

Di tempo, in questi giorni di quarantena obbligata, ne abbiamo avuto per riflettere…

le domande sono tante...le risposte meno

Sicuramente questo Covid 19 in qualche modo ha scioccato le nostre vite, ha turbato e scosso le nostre coscienze talmente tanto che non tutto sarà come prima.

Forse abbiamo imparato a dare il giusto peso alle cose, ai litigi, alla competitività,

all’ astio, a razionare il cibo senza sprecarlo, a sentire il bisogno di telefonare agli affetti lontani, ad apprezzare la più banale quotidianità, uscire per fare la spesa, andare al lavoro o in palestra…salutare i conoscenti per strada, prendere il caffè con amici.

Abbiamo capito il senso della rinuncia e dell’impotenza nel fare tutto ciò a cui eravamo abituati...perchè abbiamo perso tutto in pochi attimi.

“Da domani non si esce se non fuori ai balconi”. E i bambini? Cosa pensano? Cosa sentono?

E’difficile spiegare ai propri figli che non potranno più varcare la soglia di casa per uscire, che non potranno rivedere maestre ed amici di classe, di danza, di musica…

sono piccoli ma attenti e sensibili…nei loro occhi lucidi si legge la paura del domani e l’incertezza di un mondo così diverso e cambiato.

Chi di noi, in questi giorni, non ha pensato alla sofferenza dei nonni andati in guerra……alle nonne chiuse nelle grotte, autorizzate ad uscire solo per andare a prendere il pane e alle volte…ordinate, in fila, in silenzio uccise da fragorose bombe nemiche… e noi ci lamentiamo dell’isolamento sociale, della quarantena, della solitudine…siamo la generazione che soffre la guerra da comode postazioni..da ampie poltrone e divani utilizzati ormai come un vecchio triclinio.

La guerra oggi è diversa.

Il campo di battaglia non è più un terreno sconfinato ma piccole corsie d’ospedale…

in trincea, medici, infermieri, operatori sanitari, imprese di pulizia, ma anche farmacisti

cassiere, commesse, tutti coloro che da una parte salvano le vite e dall’altra continuano a garantirne i beni e servizi di prima necessità.

In questo momento così doloroso c’è chi ha risposto al nostro grido d’aiuto.

Tanti Paesi hanno dimostrato affetto e premure inviando materiale sanitario indispensabile e prezioso...sono arrivati medici ed infermieri come una folata di speranza e d’amore…

Il Nostro Pianeta è unico, non esistono confini geografici, colori di occhi o pelle

lingue, religioni, credenze o differenze alcune.

Non esiste economia senza vita.

Esiste l’uomo nei suoi molteplici aspetti…esiste l’uomo semplicemente nella sua umana fragilità.

Rialziamoci tutti insieme per un mondo migliore e di gran lunga diverso.

Carmela Tartaglia

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